Dreamplace - literary cafè

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-Ancora senza titolo-, Un inizio...
view post Posted on 3/11/2008, 16:48Quote
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LiFdR
Lollipop

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/12/2009, 00:17


Allora...
è un inizio che vorrei diventasse qualcosa di più...
Ultimamente però non ho molto tempo per cotinuarlo,e così vorrei sentire i vostri commenti su questo piccolo pezzo...;)
Sinceri mi raccomando!


La Lettera

La Professoressa Boredom era seduta alla scrivania del suo ufficio e i suoi limpidi occhi azzurri saettavano velocemente su un rotolo di pergamena dall’aria consunta, come se fosse stato oggetto di un lungo viaggio. Lei aveva capelli biondi un po’ sbiaditi, che le ricadevano a ciocche sul viso a forma di cuore. I suoi occhi erano interessanti. Di un azzurro intenso sembravano cogliere con perspicacia ogni aspetto del mondo circostante, forse anche i più nascosti e segreti. Aveva al collo un foulard azzurro che le dava un’aria sognante, forse un po’ l’opposto del suo carattere. Era molto realista la prof.ssa Boredom, forse per le grandiose esperienze che aveva affrontato nel corso della sua vita, ma sapeva essere dolce quando voleva. Quella sera in cielo c’era una grande luna piena che da sola illuminava il mare su cui si affacciava la finestra dell’ufficio della professoressa. Era seduta ad una scrivania d’avorio dove era accesa una lampada azzurra a forma di conchiglia. Il suo viso si contraeva rabbiosamente man mano che andava avanti. Stava leggendo una lettera piuttosto seccante per una come lei. -Questo non posso accettarlo- Mormorò tra se e se con voce stizzita. Accartocciò la lettera e con uno splendido canestro la fece finire nel cestino, dall’altra parte della stanza. Chiuse piuttosto violentemente la sua agenda rilegata in pelle e fece sbattere rumorosamente il cassetto in cui la chiuse. Sospirò profondamente. Era stata una serata piuttosto pesante. Si alzò e prese a camminare nervosamente avanti e indietro pensando al contenuto della lettera. Solo un unico pensiero sfrecciava nella sua testa alla velocità della luce. - Amily Hearted - Amily Hearted - Amily Hearted. Con uno scatto improvviso si alzò dalla sedia e andò a ripescare la pergamena accartocciata. Come se ce ne fosse bisogno, dopo aver spiegato ben bene il foglio, iniziò a rileggere.



Egregia prof.ssa Boredom,
I nostri più rispettosi saluti. Siamo più che certi che lei sappia il motivo di questa lettera. Abbiamo riflettuto a lungo su quanto lei ci ha proposto. Siamo spiacenti di doverle comunicare che preferiamo non mandare Amily nella sua scuola. Siamo di nuovo certi che lei comprenda a fondo le nostre motivazioni. La preghiamo cortesemente di non provare in alcun modo a mettersi in contatto con noi o con Amily, perché lei non è a conoscenza di essere una Strega. Dopo la misteriosa morte di nostra nipote abbiamo preferito interrompere qualunque contatto con il Mondo Magico. Conoscendo nostra figlia sappiamo che se dovesse scoprire anche solo qualche tratto della vicenda si insospettirebbe a tal punto che è molto probabile che la ritroviate a gironzolare attorno al Castello. Speriamo in cuor nostro che non ne abbia a male, e che non la prenda come una sorta di sfiducia nei suoi confronti.

Cordialmente,
Mr. e Mrs. Hearted


La professoressa Boredom, ancora un po’ irata, prese a pensare rumorosamente. -Questa è una scelta assolutamente egoistica! Con i poteri che ha quella ragazza, impedirle di conoscere il suo mondo… ma a che gioco stanno giocando gli Hearted? Amily è portata per questa scuola…è adatta a lei…lei deve venirci, è il suo destino!- Rabbrividì un po’. Decise di andare a dormire. Si sarebbe occupata della questione l’indomani. Ma prima doveva sistemare un’ultima cosa. Si diresse verso uno strano mobiletto, anch’esso d’avorio, vi si pose di fronte, ed estrasse una sottile e raffinata bacchetta magica bianca dalla tasca. La agitò tre volte verso il mobiletto. Esso si spostò lentamente lasciando spazio ad un tappetino circolare con ricamati strani simboli. La Boredom si posizionò sopra e puntando la bacchetta verso l’alto disse -Conchiglia d’Oro!- Come inghiottita dal pavimento perlaceo cadde in un tunnel sotterraneo. Davanti le si spalancò una grandissima sala illuminata da una luce splendente ma allo stesso tempo soffusa. La Boredom, che era atterrata con leggerezza su un morbidissimo pouf bianco, si alzò…

 
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